Al giro 48, Scheckter fu costretto al ritiro a causa del dechappamento della gomma; solo 9 vetture erano ancora in corsa. Nel Gran Premio del Sudafrica esordì la Martini, costruttore francese che aveva una grossa esperienza nelle serie minori: nel 1975 e 1977 suoi telai avevano vinto la Formula 2 europea. L'altro pilota della Lotus, Jarier, aveva invece dei problemi con gli pneumatici, tanto che era scivolato in undicesima posizione, e rientrò ai box al giro 11. La vettura, con l'avantreno disintegrato, prese fuoco, fermandosi in mezzo alla pista. [51], Vi fu l'esordio nel mondiale per due nuovi circuiti. Vi fu un cambio anche alla McLaren: Jochen Mass venne sostituito da Patrick Tambay, che nel 1977 aveva corso per la Theodore Racing. [30], Al Cavallino venne confermata la coppia di piloti della parte finale della stagione 1977: Carlos Reutemann e Gilles Villeneuve. Nel gruppo di testa Patrick Tambay scontava dei problemi causati da un alettone danneggiato, mentre Piquet perse diverse posizioni per il motore non al meglio. La tenuta del Gran Premio di Long Beach veniva messa in dubbio dalle perdite che gli organizzatori avevano subito nelle prime due edizioni. Vennero prospettati anche i ritorni della Firestone con la Lotus, e quello della Pirelli con un'eventuale vettura Alfa Romeo. La gara si chiuse dopo soli 52 giri, e non i 53 previsti, per un errore dello sbandieratore, Juan Manuel Fangio, che abbassò la bandiera a scacchi con un giro d'anticipo. Il titolo dei piloti è andato per la prima volta a Jody Scheckter e il titolo costruttori per la sesta volta alla Ferrari. Dei problemi tecnici costrinsero ai box Scheckter per diversi minuti, ciò fece scalare di una posizione tutti i corridori. La McLaren affidò nuovamente la sua terza vettura ufficiale a Bruno Giacomelli. Regazzoni fu costretto al ritiro, mentre il canadese rientrò ai box per sostituire l'ala anteriore. [27] La Shadow chiese anche che le venissero assegnati tutti i punti mondiali ottenuti dall'Arrows con la vettura incriminata.[28]. Al via Clay Regazzoni prese la testa della gara, seguito da Alan Jones e Jean-Pierre Jabouille, ma venne passato da entrambi nel corso del primo giro. Ed è composto da gare di velocità per le quali il regolamento più … Alan Jones, autore di una cattiva partenza, per un problema all'accensione, era solo ventesimo. Tre giri dopo, però, un guasto al motore della sua monoposto, lo costrinse al ritiro. Al trentanovesimo giro, a causa un guasto all'impianto elettrico, si ritirò la Williams di Alan Jones. Si ripartì alle 18:15, con la gara ridotta a soli 40 giri a causa del possibile arrivo dell'oscurità. Ad Anderstorp Keke Rosberg, lasciato senza macchina dall'abbandono della Theodore Racing, trovò comunque un volante all'ATS, ove sostituì Alberto Colombo. Questo consentì a Niki Lauda e Patrick Tambay di rientrare nella zona punti. Il miglior risultato in una gara iridata erano stati il secondo posto di Mike Hailwood nel Gran Premio d'Italia 1972. Uno di questi si svolse sul Circuito di Imola, in seguito all'accordo all'accordo tra l'AC Milano e l'AC Bologna, in merito all'alternanza tra Monza e Imola quali sedi del Gran Premio d'Italia. Questo fu anche il primo gran premio vinto per una vettura gommata Michelin. Al giro 19 il padovano dell'Arrows prese una posizione anche a Lauda e entrò sul podio virtuale della gara. [74], Il Gunnar Nilsson Memorial Trophy, inizialmente inserito nel calendario degli appuntamenti non validi per il mondiale non venne sanzionato dalla FIA come un gran premio, e per tale ragione si decise di trasformarla in una gara a cronometro. Dietro allo svedese vi erano Jody Scheckter, Patrick Depailler, Reutemann (che non aveva riportato danni), James Hunt e Jacques Laffite. Non vi furono novità in merito agli pneumatici. Con le gomme fredde Reutemann uscì di tracciato e per rientrare fu aiutato dai commissari. Al 52º passaggio Villeneuve sorpassò Riccardo Patrese e si portò in quarta posizione. Seguivano Jody Scheckter, Emerson Fittipaldi e Didier Pironi. La gara del pilota della Wolf terminò al giro 33 per un guasto al propulsore. Il 1978 vide l'esordio del Campionato britannico di Formula 1, col nome di Formula 1 Shellsport, erede della Formula Shellsport disputata nelle due stagioni precedenti. [10] Le gare si tenevano, per lo più, sulle stesse piste europee del mondiale di Formula 1, al sabato pomeriggio, dopo la fine delle sessioni di prova della massima formula. Al quarantasettesimo giro Alan Jones, avvicinatosi a Villeneuve, lo attaccò alla nuova chicane: il canadese fu autore di un testacoda: l'australiano divenne primo e il ferrarista poté ripartire ma la sua gomma posteriore sinistra stava iniziando a sgonfiarsi. Tre giri dopo Scheckter passò anche Villeneuve e si trovò in zona punti, dietro a Laffite. Ne approfittò Scheckter che prese una posizione a Jean-Pierre Jabouille. Ora dietro ai primi tre, la classifica vedeva sempre Mario Andretti, Jody Scheckter, Ronnie Peterson e Gilles Villeneuve. Vinse così Niki Lauda davanti a Watson, Reutemann, Laffite, Patrick Tambay e, appunto, Andretti e Villeneuve. [1] Il Gran Premio di Spagna scambiò il suo posizionamento in calendario con il Gran Premio di Monaco, tornando così prima gara iridata in Europa della stagione. Furono ben 7 i piloti francesi al via del mondiale. [50] La FISA non accettò l'accordo che era stato trovato tra gli organizzatori e Bernie Ecclestone, e segnalò anche altre anomalie in merito alla tenuta della prova. Al trentunesimo giro, Jones passò a condurre. * Indica quelle vetture che non hanno terminato la gara ma sono ugualmente classificate avendo coperto, come previsto dal regolamento, almeno il 90% della distanza totale. La Theodore Racing poi non prese parte alla trasferta nordamericana della F1, così come la BS Fabrication e la Sachs. È iniziato il 5 luglio e si è concluso il 13 dicembre, dopo diciassette gare, quattro in … La testa venne prese da Gilles Villeneuve, davanti ad Alan Jones; Jody Scheckter, che partiva in ottava fila, scelse una traiettoria esterna alla prima curva per evitare collisioni, ma uscì di pista, rientrando in fondo al gruppo. Al via il poleman Jean-Pierre Jabouille venne passato dalle Ferrari ma, sfruttando la potenza del motore turbo, al termine del rettilineo di partenza si riportò al comando davanti a Jody Scheckter, Gilles Villeneuve, Niki Lauda, Didier Pironi, Jacques Laffite. Jody Scheckter si trovò al comando davanti a Jones, Lauda, Patrese, Carlos Reutemann, Watson. [41] La commissione confermò l'esclusione per il gran premio. La Ferrari denunciavano però dei problemi agli pneumatici, tanto che il sudafricano venne passato anche da Didier Pironi, al giro 11. A Long Beach si rivide per l’Interscope Racing, già presente nelle gare nordamericane del 1977, con una Shadow DN9. [51], Il Zandvoort Park venne leggermente modificato all'altezza delle Hondenvlak, un velocissimo sinistra-destra da affrontare ad acceleratore completamente aperto che destava preoccupazioni per la sicurezza da parte degli organizzatori. Al via vi furono diversi incidenti, provocati da una partenza lenta di Carlos Reutemann. Nel gran premio successivo, in Austria, il pilota di casa Hans Binder, impiegato per l'ultima volta nel mondiale nel Gran Premio del Giappone 1977 dalla Surtees, sostituì Jean-Pierre Jarier all'ATS mentre l'irlandese Derek Daly ritrovò il volante alla Ensign, al posto di Piquet. È iniziata il 9 gennaio e terminata il 23 ottobre, dopo 17 gare, una in più rispetto alla stagione precedente. Vengono sommati i punti delle prime due vetture giunte al traguardo, per ciascun costruttore. Il 9 ottobre era stato scelto in quanto in Canada era il Giorno del Ringraziamento. A tre tornate dal termine Lauda passò anche Scheckter, anche lui con un problema al cambio. Durante il fine settimana del Gran Premio di Gran Bretagna 1977 la Wolf aveva annunciato la volontà di costruire un motore in proprio, vista la non fiducia nei motori forniti dalla Cosworth. John Watson scattò bene ma, già nel primo giro, Mario Andretti passò e condurre davanti al nordirlandese. Quarto fu Hunt autore di una gara regolare, quinto Peterson (penalizzato anche lui da problemi tecnici sulla sua Lotus) e sesto Patrick Tambay con l'altra McLaren. 135 relazioni. Cheever, con el "Theodore-Ralt" en los dos primeros G.P. Un giro dopo Reutemann prese una posizione ad Andretti, mentre al giro 5 Jacques Laffite s'installò al secondo posto, passando Watson. Il pilota argentino della Scuderia Ferrari scontava dei problemi agli pneumatici, tanto che venne passato sia da Niki Lauda che da Patrick Depailler, al giro 14. L'italoamericano, dal canto suo, annunciò un accordo con la Lotus fino alla stagione 1981. Al venticinquesimo giro Lauda passò Stuck che, poco dopo, fu costretto al ritiro per un guasto all'alimentazione. Hunt terminò la gara quasi senza benzina. Jody Scheckter, che passò Jarier al giro 27 per il secondo posto, era stato capace di scavare un buon solco rispetto agli inseguitori. Al giro 25 Depailler passò Vittorio Brambilla, che venne sorpassato, il giro seguente, anche da Jacques Laffite. Molte scuderie private si trasformarono in costruttori diretti, al fine di far parte della Formula One Constructors Association e poter quindi partecipare almeno alle qualificazioni di ogni gran premio. Poco dopo Watson, sempre menomato da un cambio malfunzionante, venne passato anche da Niki Lauda. La Shadow ottenne con Elio De Angelis i primi punti dell'anno, e gli ultimi in assoluto (primi punti iridati anche per il pilota romano), così come la ATS che colse i primi punti come costruttore (aveva ottenuto dei punti con Jarier ma facendo correre una Penske) grazie a Hans-Joachim Stuck. [44] La pista, che in origine doveva essere simile a un ovale,[44] venne poi modificata aggiungendo delle chicane per abbassare la velocità media. Sempre in Sudafrica si rivide un'altra casa francese, la Renault. Alla ripartenza John Watson restò fermo sulla griglia, provocando così un incidente tra le vetture che sopraggiungevano: Patrese e Ertl furono costretti al ritiro immediato. [33], Il 3 giugno Patrick Depailler si procurò fratture multiple al femore, alla caviglia e alla mano destra durante un'escursione in deltaplano sul Puy-de-Dôme, vicino Clermont-Ferrand;[34] con una prognosi di circa tre mesi a parte il recupero,[34] la sua stagione di fatto terminò e la Ligier dovette cercare un sostituto, trovato nell'esperto belga Jacky Ickx (con all'attivo già 106 gran premi disputati),[35] che mancava nel campionato mondiale di F1 dal Gran Premio di Svezia 1978 corso con l'Ensign. Nei primi giri Regazzoni passò sia Jabouille che Laffite, che a sua volta venne passato anche dal pilota della Renault.

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